Modello PESO: panoramica su Paid, Earned, Shared e Owned Media

Chi pianifica i canali di comunicazione in modo isolato, spreca efficacia. Il modello PESO mette ordine nelle attività di pubbliche relazioni, assegnando ogni iniziativa a una delle quattro tipologie di media e rendendo così visibili eventuali lacune o sovrapposizioni nella strategia. Proprio i team che gestiscono separatamente paid, PR e social media traggono vantaggio da questo quadro di riferimento comune.

Marketing-Mitarbeiterin analysiert Kanal-Mix im Dashboard mit Balken- und Tortendiagramm

Che cos’è il modello PESO? Definizione e significato

Il modello PESO è uno strumento di strutturazione della comunicazione aziendale che suddivide tutte le iniziative di comunicazione in quattro categorie: Paid Media, Earned Media, Shared Media e Owned Media. Ogni categoria si distingue per controllabilità, credibilità e profilo dei costi; per questo motivo, un mix comunicativo ben ponderato combina di norma in modo mirato tutti e quattro i pilastri, anziché affidarsi a uno solo e rischiare così dipendenze unilaterali.

Consiglio pratico: il modello PESO non è uno schema rigido, ma una griglia di pianificazione. Verifica regolarmente quale pilastro sia sottorappresentato nella strategia attuale, invece di continuare automaticamente a investire dove è già concentrata la maggior parte del budget.

Sviluppato originariamente in risposta alla crescente fusione tra PR, pubblicità e social media, il modello PESO si è affermato come quadro di riferimento standard perché abbatte la mentalità a compartimenti stagni tra i reparti e crea un linguaggio comune per la pianificazione della comunicazione. Gli Owned Media e i Paid Media possono essere controllati direttamente, mentre gli Earned Media e gli Shared Media dipendono dalla qualità dei contenuti e dalla reazione del pubblico e possono quindi essere influenzati solo indirettamente.

  • Paid Media: copertura a pagamento
  • Earned Media: copertura mediatica guadagnata
  • Shared Media: contenuti condivisi, UGC
  • Owned Media: canali propri
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Confronto tra i quattro pilastri: controllabilità e credibilità

I Paid Media offrono il massimo controllo sui tempi e sul messaggio, ma generano la minore credibilità, poiché il pubblico valuta i contenuti a pagamento in modo generalmente più critico rispetto alle raccomandazioni editoriali o private. All’estremo opposto si trova l’Earned Media, che è difficilmente controllabile in modo diretto, ma che gode della massima fiducia, poiché soggetti terzi indipendenti, come i giornalisti, parlano del marchio senza essere pagati per farlo. La sezione dedicata alla copertura mediatica illustra in dettaglio come promuovere attivamente questa copertura, ad esempio attraverso un pitching mirato e il lavoro di relazione con le redazioni.

  • Paid: elevato controllo, scarsa credibilità
  • Earned: basso controllo, elevata credibilità
  • Shared: controllo medio, potenziale virale
  • Owned: elevato controllo, portata limitata

Perché le aziende utilizzano il modello PESO

Senza una visione strutturata di tutti e quattro i pilastri, molte aziende si concentrano inconsapevolmente sui paid media, poiché è lì che il successo si traduce più facilmente in indicatori quantificabili. Il modello PESO costringe i team a integrare nella strategia complessiva anche effetti più difficili da misurare, come l’earned coverage o l’effetto moltiplicatore, invece di trattarli come un semplice effetto collaterale che si verifica per caso. Chi pianifica consapevolmente tutti e quattro i pilastri, inoltre, riconosce più rapidamente quali contenuti si prestano a essere riutilizzati su più canali.

  • Una visione olistica di tutti i canali
  • Evitare la mentalità a compartimenti stagni tra i team
  • Distribuire il budget in base all’impatto anziché alle abitudini
  • Pianificare consapevolmente gli effetti difficilmente misurabili
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Applicare il modello PESO nella pratica

Il modo migliore per iniziare in pratica è fare il punto della situazione: quali misure sono attualmente in corso in ciascun pilastro e dove si riscontrano lacune evidenti? Successivamente, si definiscono gli obiettivi per ciascun pilastro, ad esempio la copertura tramite i media a pagamento, la fiducia tramite i media guadagnati, la diffusione virale tramite i media condivisi e la continuità tramite i media di proprietà, prima di coordinare le misure in termini di contenuti e tempistiche. Un articolo specialistico di successo, ad esempio, fornisce contemporaneamente copertura earned, contenuti owned per il proprio sito web e materiale grezzo per i post sui social media (shared media).

  • Analisi della situazione di tutte le misure in corso
  • Definire chiaramente gli obiettivi per ogni tipo di media
  • Sfruttare le interazioni tra i pilastri
  • Monitoraggio periodico dei risultati per ciascun pilastro

Introdurre il modello PESO passo dopo passo

Il modo più semplice per iniziare è quello di utilizzare una singola campagna come caso di prova: invece di convertire immediatamente l’intera comunicazione al modello PESO, si assegnano innanzitutto tutte le iniziative di una campagna in corso ai quattro pilastri e si verifica dove vi siano lacune evidenti. Nella seconda fase si definiscono le responsabilità per ciascun pilastro, in modo che più team non lavorino in parallelo e in modo non coordinato sugli stessi temi. Nella terza fase, è utile valutare l’effetto di segnalazione di ciascun pilastro per definire aspettative realistiche in termini di portata e credibilità prima di distribuire il budget. Solo successivamente si procede all’effettiva estensione ad altre campagne e reparti.

  • Iniziare con una campagna di prova
  • Definire le responsabilità per ciascun pilastro
  • Fissare aspettative realistiche in termini di portata
  • Solo successivamente si procede all’estensione ad altre campagne

Errori comuni nel modello PESO

Un errore tipico è quello di applicare il modello una sola volta e poi non aggiornarlo più, nonostante la ponderazione dei quattro pilastri subisca regolarmente variazioni a causa dell’introduzione di nuovi canali e di modifiche ai budget. Altrettanto rischioso è mescolare earned media e shared media, poiché entrambe le categorie hanno fattori trainanti diversi e devono essere gestite in modo diverso. Anche la mancanza di un piano per le situazioni di crisi indebolisce il modello nella pratica, poiché proprio nelle fasi difficili è necessario riassegnare rapidamente le risorse tra i pilastri, come dimostra anche la gestione delle crisi nelle pubbliche relazioni. Chi, inoltre, non istituisce un monitoraggio regolare del marchio, spesso si accorge degli spostamenti tra i pilastri solo quando questi hanno già un impatto sugli indicatori chiave.

  • Rivalutare regolarmente il modello
  • Non confondere earned media e shared media
  • Inserire un piano di crisi tra i pilastri
  • Individuare tempestivamente gli spostamenti tramite il monitoraggio

Sull'autore Chefredaktion
Stephan M. Czaja

Unternehmer, Nerd und Coder mit Liebe für Marketing, Ads, Creatives und Kampagnen. Schreibe, seit ich denken kann — über alles, was zählt.