In Media Res: tecnica narrativa che parte dal cuore dell’azione
“In Media Res” indica una tecnica narrativa in cui una storia non inizia dall’inizio, ma nel bel mezzo di un’azione già in corso. I retroscena vengono forniti solo in un secondo momento o non vengono affatto rivelati, il che permette allo spettatore di immergersi immediatamente nell’azione, invece di dover prima districarsi attraverso un’introduzione. Nello storytelling applicato al marketing, questo tipo di introduzione è considerato uno dei metodi più efficaci per catturare l’attenzione nei primi secondi. Originaria dell’epica antica, questa tecnica si è da tempo trasferita dalla letteratura al cinema, alle serie televisive e alla pubblicità, poiché il principio alla base funziona indipendentemente dal mezzo di comunicazione.
Perché “In Media Res” cattura più rapidamente l’attenzione
Iniziare nel bel mezzo di una scena ricca di tensione suscita immediatamente una domanda nella mente dello spettatore, ad esempio su come si sia arrivati alla situazione mostrata o su come andrà a finire. Questa domanda mantiene viva l’attenzione molto più a lungo rispetto a un’introduzione tranquilla, che in un primo momento si limita a presentare i personaggi e l’ambientazione.
Consiglio pratico: l’effetto più forte si ottiene solitamente con una singola immagine o frase inaspettata, non con più trame introdotte contemporaneamente.
Proprio in contesti caratterizzati da una breve soglia di attenzione, come nei feed o nei video scelti autonomamente, è proprio quel primo istante a determinare se lo spettatore continuerà a guardare o meno. In tali contesti, un’introduzione cronologica classica spesso perde l’attenzione dello spettatore prima ancora di arrivare al messaggio vero e proprio. Chi arriva alla trama vera e propria solo dopo diversi secondi rischia quindi che gran parte del pubblico di riferimento non riceva più il messaggio.
- Generare immediatamente una domanda aperta nella mente
- Catturare l’attenzione nei primi secondi
- Messa a fuoco su un’immagine centrale
- Rimandare intenzionalmente le spiegazioni
Struttura “in media res” contro struttura cronologica
Una struttura cronologica illustra innanzitutto la situazione iniziale e i personaggi prima che abbia inizio il conflitto vero e proprio, il che spesso, nei brevi formati pubblicitari, esaurisce già il tempo a disposizione. In Media Res, questa sequenza viene volutamente invertita e le informazioni di contesto vengono fornite solo laddove sono realmente necessarie per la comprensione del messaggio.
- La cronologia illustra innanzitutto il contesto
- In Media Res inizia proprio nel bel mezzo dell’azione
- Fornire il contesto solo se necessario
L’uso di “In Media Res” nella pubblicità video
In un breve spot pubblicitario questo inizio può essere sfruttato particolarmente bene, poiché il tempo a disposizione è comunque limitato e un’introduzione tranquilla raramente riesce a mantenere l’attenzione fino al messaggio vero e proprio. Uno spot che inizia direttamente con un’azione già in corso riesce solitamente a catturare i primi secondi decisivi in modo più efficace rispetto a una narrazione che parte da zero.
- Il poco tempo a disposizione richiede un approccio immediato
- Un’azione frenetica invece di un inizio tranquillo
- Assicurarsi i primi secondi decisivi
In Media Res nei contenuti dei social media
Questo schema ricorre anche al di fuori dei classici spot pubblicitari, ad esempio quando un contenuto inizia nel bel mezzo di una reazione o di un risultato e fornisce la spiegazione solo nel corso dello svolgimento. Funziona in modo simile la pubblicità nativa, che si inserisce consapevolmente nei formati narrativi esistenti del rispettivo canale, invece di imporre una propria introduzione.
- L’articolo inizia proprio nel bel mezzo dei risultati
- La spiegazione verrà fornita più avanti
- Adattamento ai formati narrativi tradizionali
I rischi di entrare nella storia a metà
Se alla fine la spiegazione fornita in un secondo momento dovesse mancare del tutto, il messaggio risulterebbe poco chiaro per una parte del pubblico di riferimento, il che può diventare un problema soprattutto nel caso di prodotti più complessi. Inoltre, nel caso di un content marketing basato su UGC credibile, si è visto che un’introduzione troppo brusca e priva di qualsiasi contesto risulta rapidamente artificiale se non si adatta al tono altrimenti autentico del formato.
- La mancanza di spiegazioni crea confusione nel pubblico di riferimento
- I prodotti complessi richiedono un contesto più ampio
- Un inizio troppo brusco risulta poco autentico
In Media Res nella pratica: esempi tratti dalla pubblicità
Uno spot che inizia con un forte boato o un’espressione di sorpresa, prima ancora che venga mostrato il prodotto, sfrutta in modo classico il principio dell’“in media res”. Anche molti formati di successo nel modello AIDA puntano consapevolmente su un’introduzione insolita per abbreviare la fase di attenzione e arrivare più rapidamente al messaggio vero e proprio. Un altro esempio è la pubblicità con testimonianza, che inizia direttamente con una reazione emotiva, invece di spiegare prima chi sia la persona in questione.
Questo principio funziona anche al di fuori delle immagini in movimento: un post sui social media che inizia con un’affermazione sorprendente, anziché con un’introduzione, segue la stessa logica dell’“in media res” nel cinema.
- Un’introduzione insolita al posto di una spiegazione
- Accorciare consapevolmente la fase di attenzione
- Iniziare le testimonianze con un approccio direttamente emotivo
- Principio applicabile anche ai formati di testo
In Media Res rispetto ad altre tecniche per catturare l’attenzione
Un cliffhanger si conclude con una domanda in sospeso, mentre l’In Media Res pone la domanda in sospeso già all’inizio. Entrambe le tecniche possono essere combinate, ad esempio quando uno spot inizia nel bel mezzo dell’azione e, inoltre, alla fine crea una nuova tensione in vista del seguito. Rispetto a un semplice espediente per attirare l’attenzione, come spesso accade nei formati virali, l’«in media res» rimane più strettamente legato a una trama reale e risulta quindi meno artificioso.
Soprattutto in contesti in cui il tempo a disposizione per l’uso dello schermo è limitato per ogni persona, vale la pena ricorrere consapevolmente a entrambe le tecniche contemporaneamente, per sfruttare nel modo più efficace possibile i pochi secondi disponibili.
- Il cliffhanger si conclude con un finale aperto e irrisolto
- Entrambe le tecniche possono essere combinate
- Più strettamente legato alla trama vera e propria
- Efficace con un tempo di utilizzo dello schermo limitato

Leadership di pensiero su LinkedIn: come le aziende possono diventare la voce del proprio settore

Un colpo di scena nel marketing: come i colpi di scena rendono virali le campagne
Marketing su YouTube Shorts: strategia, copertura e monetizzazione

Nuove funzionalità di LinkedIn: ottimizzare il marketing B2B, la strategia dei contenuti e LinkedIn Ads
















4.9 / 5.0