Bicchieri da calcio di McDonald’s: campagna di collezionismo, Schweinsteiger e Samuel Jackson sotto la lente del marketing

Alcune campagne funzionano una volta sola. Le tazze da calcio di McDonald’s funzionano sempre. A partire dai Mondiali del 2006 in Germania, queste tazze da collezione in edizione limitata compaiono immancabilmente in occasione di ogni grande torneo di calcio – e ogni volta la strategia va a segno. Diamo uno sguardo al principio su cui si basano, alla loro storia e a cosa possono imparare da esse altri marchi.

La storia dei bicchieri da calcio di McDonald’s

Il concetto è semplice: chi acquista un menu riceve una delle numerose tazze in edizione limitata, che a seconda del torneo riportano foto dei giocatori, bandiere nazionali o immagini di ambasciatori famosi. L’idea non è nuova, ma McDonald’s l’ha perfezionata nel corso di oltre 20 anni.

Anno Torneo Particolarità Momento clou
2006 Mondiali in Germania Primo grande lancio della Coppa in Germania Serie dedicata ai giocatori della nazionale
2010 Mondiali in Sudafrica Serie da 6, design con bandiere Prima componente virale
2014 Mondiali in Brasile Coppa d’oro dei Mondiali La nazionale tedesca campione del mondo
2018 Mondiali in Russia Design delle emoji e giocatori Integrazione con i social media
2022 Mondiali in Qatar Ritorno dopo una pausa Caratteristiche AR sul bicchiere
2024 Europei in Germania Edizione Schweinsteiger Samuel Jackson come testimonial

Quello che sembra un semplice omaggio è in realtà uno dei sistemi di fidelizzazione più ben congegnati nel settore della ristorazione veloce. McDonald’s ha istituzionalizzato la raccolta dei punti come incentivo all’acquisto, riproponendola ad ogni nuova edizione del torneo.

Il principio del “raccogliere”: perché funziona sempre

Il meccanismo psicologico alla base delle coppe di calcio è ben documentato. Esso combina contemporaneamente tre potenti fattori che influenzano il comportamento:

I Reels di Instagram sono il formato con la maggiore portata sulla piattaforma: questa infografica illustra i fattori legati all’algoritmo e offre consigli sui contenuti per ottenere il massimo coinvolgimento.

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1. FOMO – Paura di perdersi qualcosa

“Solo per un periodo limitato” non è un caso. Ogni coppa è disponibile solo per la durata del torneo in corso. Chi vuole la Schweinsteiger-Cup deve acquistarla durante gli Europei. Dopodiché non sarà più disponibile. Questa scarsità artificiale aumenta in modo misurabile la frequenza degli acquisti : McDonald’s ha comunicato internamente che le «settimane dei bicchieri» sono tra quelle con il fatturato più alto dell’anno.

2. Completion Bias – la tendenza alla completezza

Chi ha una tazza, le vuole tutte e sei. Non è una coincidenza, ma è una questione di psicologia comportamentale. Il cosiddetto effetto Zeigarnik descrive il disagio che si prova di fronte a compiti incompiuti. Una collezione iniziata sembra una lista di cose da fare ancora in sospeso. McDonald’s trasforma ogni acquisto in un passo verso il completamento.

3. Visibilità sociale

Un bicchiere di McDonald’s è ben visibile in pubblico. In ufficio, in panchina, in treno. I bicchieri diventano argomento di conversazione: quale hai? Questo effetto sociale non costa a McDonald’s alcun budget aggiuntivo: nasce in modo organico dal design stesso.

Messaggio chiave di marketing: i bicchieri a tema calcio non sono una semplice caratteristica del prodotto, ma un sistema di progettazione comportamentale. FOMO, desiderio di collezionismo e visibilità sociale racchiusi in un oggetto fisico che il cliente acquista di propria iniziativa per possederlo.

Samuel Jackson come testimonial

Il fatto che McDonald’s Germania, in vista degli Europei 2024, non si sia limitata a testimonial tedeschi, ma abbia ingaggiato Samuel L. Jackson, è una vera e propria dichiarazione d’intenti. Jackson è uno degli attori più famosi al mondo – e la sua presenza in una pubblicità di fast food è un evento davvero raro.

La scelta alla base di questa scelta è strategica: Jackson si rivolge a un pubblico che difficilmente viene raggiunto dai classicitestimonial del calcio. È cultura pop, è cinema, è globale. Chi vede lo spot pensa: «È inaspettato». E l’inaspettato aumenta la capacità di memorizzazione: questo è un dato misurabile nella ricerca sull’efficacia pubblicitaria.

Allo stesso tempo, Schweinsteiger rimane un punto di riferimento in termini di credibilità sportiva. Il duo funziona proprio per questo motivo: l’autenticità sportiva incontrala portata della cultura pop. Analogamente a quanto avviene nel marketing degli influencer “always-on” , ciò che conta è la presenza costante del marchio, non le singole campagne.

“L’endorsement da parte di personaggi famosi funziona al meglio quando si uniscono sorpresa e credibilità. Samuel Jackson da McDonald’s incarna entrambe le cose: è abbastanza inaspettato da attirare l’attenzione, ma non così lontano dall’immagine del marchio da risultare fuori luogo.”

Il video marketing come strumento di potenziamento delle campagne

McDonald’s punta consapevolmente su video brevi e condivisibili. I filmati non mostrano il prodotto nel senso classico del termine, ma l’esperienza del collezionismo. Si vede come un bicchiere venga inserito nel menu, come venga presentato, come si percepisce al tatto. Non si tratta di uno spot pubblicitario, ma di un’esperienza di unboxing in 30 secondi.

I video vengono pubblicati su YouTube, ma la vera chiave del successo sta nella condivisione su , Instagram Reels, TikTok e WhatsApp. Uno spot di McDonald’s con Samuel Jackson non ha bisogno di un budget pubblicitario aggiuntivo per diventare virale. La viralità arriva in modo organico. Chi vuole produrre autonomamente brevi video per i social media, oggi può avvalersi di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.

Cosa possono imparare i marchi dalla strategia dei bicchieri di McDonald’s

Questo principio può essere applicato anche ad altri settori, anche senza il budget di McDonald’s. Chi tiene presente la propria architettura di marca riesce a realizzare campagne dall’effetto duraturo:

Serie limitate anziché prodotti permanenti

Un prodotto a lungo termine non crea un senso di urgenza. Una confezione da 6 per quattro settimane, invece, sì. Chi gestisce un’attività di e-commerce può replicare questo effetto con pacchetti stagionali.

Gli oggetti fisici come vettori di significato sociale

Il bicchiere è più di un semplice imballaggio. È un segnale: c’ero anch’io, ho collezionato. Questa dimensione sociale può essere rappresentata anche in ambito digitale, attraverso cornici per i profili, oggetti da collezione digitali o confezioni in edizione limitata.

Testimonianze: pensare fuori dagli schemi

Samuel Jackson in una campagna pubblicitaria di McDonald’s Germania dimostra che un volto inaspettato può avere un impatto maggiore di uno previsto. Chi ricorre sempre agli stessi testimonial finisce per passare inosservato. La sorpresa è un fattore di differenziazione.

Da quanto tempo esistono i bicchieri da calcio di McDonald’s?

McDonald’s Germania produce bicchieri in edizione speciale in occasione dei tornei di calcio almeno dal Mondiale del 2006. Da allora, il concetto di collezione è stato più volte perfezionato ed è oggi parte integrante della strategia di marketing legata agli eventi.

Perché il concetto di raccolta funziona così bene?

Combina tre meccanismi psicologici: la FOMO, il “completion bias” e la visibilità sociale. Insieme, aumentano notevolmente la frequenza degli acquisti e trasformano una visita al fast food in un’esperienza da collezione.

Che cosa c’entra Samuel Jackson con i bicchieri di McDonald’s?

In vista degli Europei 2024, McDonald’s Germania ha scelto Samuel L. Jackson come testimonial. Questa scelta inaspettata di una celebrità aumenta l’interesse e si rivolge a un pubblico più ampio, appassionato di cultura pop.

Questa strategia può essere adottata anche dai marchi più piccoli?

Sì. Le serie limitate, le tirature da collezione e la visibilità sui social sono scalabili, anche per i marchi DTC o i negozi online, che possono ottenere effetti simili attraverso edizioni speciali.

In che modo McDonald’s integra i video nella campagna?

I video mostrano l’esperienza della raccolta, non il prodotto in sé. Brevi clip condivisibili vengono pubblicate su YouTube e si diffondono in modo organico tramite Instagram Reels e TikTok.

Sull'autore Chefredaktion
Stephan M. Czaja

Unternehmer, Nerd und Coder mit Liebe für Marketing, Ads, Creatives und Kampagnen. Schreibe, seit ich denken kann — über alles, was zählt.